I Borboni di Napoli del 700 viaggio alla scoperta dei tesori simbolo della reg

I Borboni di Napoli: viaggio tra simboli della cultura del 700 in Campania

I Borboni di Napoli

I Borboni di Napoli: viaggio tra simboli della cultura del 700 in Campania

I Borboni di Napoli hanno dato lustro alla grande cultura del Settecento in Campania, tra Regge, Palazzi, Borghi, a Napoli, Caserta e in tutta l’area regionale.

Partiamo per un viaggio alla scoperta dei luoghi e delle opere che più hanno caratterizzato questa importante famiglia reale.

di Annalisa Tirrito

Il periodo de i Borboni di Napoli

Tra tutti i periodi storici, quello Borbonico fu per Napoli e la Campania il più glorioso e riconoscibile per palazzi, monumenti e residenze degne di una capitale Europea.

Soprattutto il regno di Carlo III di Borbone, primo e più importante tra i re della dinastia, tra il 1734 e il 1759, produsse tanti cantieri di grande magnificenza.

Raggiunse livelli di grandiosità tali da poter competere con i reali francesi per la supremazia culturale.

Tesori dei Borboni a Caserta e dintorni

La Reggia di Caserta

La più famosa è la Reggia di Caserta, che per motivi di sicurezza fu costruita a nord della capitale.

Per rivaleggiare con la reggia di Versailles, fu progettata dal grande architetto Luigi Vanvitelli, come simbolo di splendore e mecenatismo.

La reggia, maestosa ed elegante, univa un impianto severo alle scelte scenografiche di una struttura settecentesca, tra meraviglie architettoniche, come:

  • la doppia volta ellittica dello Scalone;
  • la Sala del Trono;
  • la Sala del Piano;
  • la Biblioteca Palatina, voluta dalla moglie di Ferdinando I nelle prime cinque sale dell’ala orientale della Reggia (due per la lettura e tre per la raccolta di migliaia di volumi);
  • un impianto squadrato e razionale.

Il Teatro

Ma ancora, gioiello del palazzo è il Teatro, progettato da Vanvitelli in un secondo momento per espressa volontà del re Ferdinando IV.

Il parco

Infine il meraviglioso parco, ideato dall’architetto insieme all’impianto del palazzo, tipico esempio di giardino all’italiana.

Si possono ammirare vasti prati, aiuole simmetriche e un trionfo di giochi d’acqua che zampillano dalle numerose fontane, come la Fontana del Canalone, detta anche Cascata dei Delfini.

Un bagno di natura, il cui valore aggiunto è il giro dei giardini e del bosco in bicicletta.

Troverete il Noleggio Bici Reali, all’interno del parco, e potrete scegliere il percorso facile, medio o più impegnativo.

Borgo di San Leucio

Nelle immediate vicinanze merita una visita il Borgo di San Leucio, la città ideale, che a fine ‘700 riforniva di tessuti i sovrani borbonici e che ancora oggi mantiene viva la preziosa arte della tessitura.

Intuizione del re Ferdinando IV di Borbone, che fece edificare un vasto setificio e raccolse intorno ad esso una colonia di operai, in una struttura urbanistica organica e simmetrica.

Il tutto era regolato da un codice scritto di suo pugno che doveva assicurare la felicità dei sudditi.

Le residenze dei Borboni di Napoli

Molto famose sono le residenze dei Borboni di Napoli.

Il Museo e Real Bosco di Capodimonte

Tra le più importanti vi è senza alcun dubbio Museo e Real Bosco di Capodimonte a Napoli, casa di caccia, reggia, museo, bosco e casa della porcellana, ma anche la Reggia di Carditello, in passato utilizzata come luogo dedicato alla caccia e all’allevamento dei cavalli di caccia.

Quattordicimila metri quadri su tre piani di palazzo, con gallerie ed arie espositive che ospitano opere di ogni tipo:

dalla immensa collezione Farnese a dipinti di grandi autori, da Raffaello a Botticelli, da Tiziano a Caravaggio.

Molto particolari sono anche gli ambienti come la sala della culla, l’alcova pompeiana, o il salottino di porcellana, con mille percorsi di visita e ogni taglio merita una visita appropriata, tra arte, storia, architettura e natura.

E non finisce qui, questo è solo l’inizio per scoprire le opere dei Borboni di Napoli e le bellezze della città, da quelle più caratteristiche come:

  • il centro storico;
  • la via dei presepi San Gregorio Armeno;
  • il Duomo;
  • il tesoro di San Gennaro;
  • il Monastero di Santa Chiara;

L’ascia estasiati poi l’incanto del paesaggio, come l’apertura del Golfo fino alla Costiera Sorrentina, lo sfondo del Vesuvio e i tanti luoghi panoramici sulla città e il mare.

Le specialità culinarie di Napoli

Senza dimenticare il cibo, i dolci tipici dalla sfogliatella al babà, alla Pizza, specialità campana per eccellenza e la celebrata creatività partenopea che, in tutti gli ambiti, ha lasciato un segno ed è capace di riproporre melodie e pizze in mezzo mondo, pur di avere un poco di napoletanità.

 

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