Riti ed usanze della Pasqua, tra sacro, profano e sapori in tavola!

Settimana della Pasqua, dai riti religiosi, alla tavola sino alle usanze più particolari d’Italia

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Settimana della Pasqua, dai riti religiosi, alla tavola sino alle usanze più particolari d’Italia

Entriamo da oggi nella Settimana della Pasqua! Da sempre questa, rappresenta la settimana più importante per i cristiani più devoti, un’occasione immancabile per celebrare la morte e la resurrezione di Cristo.

La Settimana Santa, vede tutta una serie di ricorrenze che vanno dalla Domenica delle Palme al Giovedì Santo, passando per il Venerdì Santo ma soprattutto per la Domenica di Pasqua fino al lunedì dell’Angelo, ovvero, la nostra pasquetta.

Sono davvero tanti i riti e le usanze della Pasqua, pertanto, quest’oggi vogliamo andare alla scoperta di quelle che sono le usanze e le tradizioni di questa festa. Dalla rappresentazioni religiose più rappresentative, alla tavola, sino alle usanze ed ai riti più profani e folcloristici.

Ed allora care e cari Happy Agers, cosa ne dite di fare un tour tra le regioni del nostro Paese per scoprire quali sono le usanze più particolari che si celerano in occasione della Settimana di Pasqua?

Non lasciatevi sfuggire quest’occasione perché sarà un viaggio davvero interessante, dal sapore autentico e spirituale.

 

Riti religiosi della Settimana Santa

Iniziamo col capire quali sono le i riti e le usanze religiose della Settimana Santa che vengono celebrati proprio in questi giorni a partire da oggi.

 

Domenica delle Palme

La Settimana Santa inizia oggi 2 Aprile con la Domenica delle Palme. In questo giorno si celebra l’arrivo di Gesù a Gerusalemme, dove viene accolto come Messia e figlio di Davide in un tripudio di palme.

Così, per ricordare quell’evento, durante la Domenica delle Palme i ramoscelli di ulivo vengono benedetti per poi essere donati ai fedeli come segno di pace e di benedizione.

 

Lunedì Santo

Il Lunedì Santo è il giorno della Settimana Santa in cui si celebra il giorno dell’amicizia per ricordare la giornata che Gesù trascorse a Betania in compagnia dei suoi tre grandi amici: Marta, Maria e Lazzaro. Pertanto, durante la Messa nel giorno del Lunedì Santo si recitano le letture che ricordano il valore dell’amicizia per i cristiani.

 

Martedì Santo

Il Martedì Santo è invece il giorno dello “sdegno”. Gesù scaccia i mercanti dal tempio, accusandoli di aver trasformato il tempio in un luogo dedito al denaro, abusando del loro potere per il proprio profitto personale. Così durante i riti religiosi del Martedì Santo, sono previste le letture che ricordano lo sdegno di quell’episodio.

 

Mercoledì Santo

Il Mercoledì Santo è uno dei giorni più importanti della Settimana Santa perché è il giorno della tristezza e del tradimento, ovvero, il giorno in cui Giuda tradì Gesù con un bacio per 30 denari.

Anche durante i riti religiosi del Mercoledì Santo vengono recitate le letture che ricordano quell’evento.

 

Giovedì Santo

Un altro giorno tra i più importanti dei riti della Settimana Santa è il Giovedì Santo, è quello dell’Ultima Cena. In questo giorno sono previsti diversi momenti come:

  • la cosiddetta Messa del Crisma durante la quale avviene la consacrazione degli oli santi e i sacerdoti rinnovano l’ordine sacro.
  • l’inizio del Triduo Pasquale, ossia il ciclo di preghiere e riti religiosi di tre giorni centrali della Pasqua e della Settimana Santa, con la celebrazione della passione, morte e resurrezione e tutti i riti religiosi a essi collegati.
  • la Cena Domini, a ricordo dell’Ultima Cena, dell’istituzione dell’Eucaristia e del sacerdozio ministeriale;
  • la lavanda dei piedi, come fece Gesù Cristo con gli Apostoli.

 

Venerdì Santo

Il Venerdì Santo è il giorno della morte di Gesù Cristo. È il giorno più doloroso della Settimana Santa, in quanto si ricorda la Passione di Cristo e tutti i riti religiosi del Venerdì Santo.

 

Sabato Santo

Il Sabato Santo è il giorno del silenzio, unico giorno della Settimana Santa in cui non è prevista alcuna liturgia, non si celebrano messe e l’Eucaristia viene data solo a chi è in punto di morte.

 

Domenica di Pasqua

La Domenica di Pasqua è si celebra Resurrezione di Cristo, anche nel corso della Santa messa.

 

Lunedì dell’Angelo

Il Lunedì dell’Angelo, detto anche Lunedì di Pasqua o più comunemente “Pasquetta”, è il giorno che chiude la Settimana Santa.

 

 

Tradizioni Pasquali a tavola

Vi sono dei riti ed usanze a Pasqua anche a tavola, ogni regione ha le proprie usanze ed il proprio credo anche in fatto di cucina. Da Nord a Sud, ogni la tavola è un tripudio di bontà che restano fedeli ai prodotti ed alle tradizioni del posto: agnello, pasta e dolci fatti in casa, vini locali e chi più ne ha più ne metta. Dunque, cari amici siete curiosi di scoprire cosa si mangia a Pasqua in Italia? Abbiamo scovato per voi alcuni dei piatti sia dolci che salati, che a Pasqua non possono proprio mancare sulle tavole degli italiani.

 

La Crescia Valdostana

Partiamo dalla Valle D’Aosta. Qui i piatti tipici del periodo Pasquale sono sicuramente la Crescia di Pasqua una focaccia lievitata molto semplice, fatta con uova, olio d’oliva locale e pecorino grattugiato. Immancabile anche la torta verde, fatta con erbe selvatiche di campo.

 

Gli agnolotti piemontesi

Dalla Valle d’Aosta ci spostiamo nel vicino Piemonte. Abbiamo scoperto che in questa bellissima regione la domenica di Pasqua si mangiano gli agnolotti, un piatto inserito dal Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali nella lista dei prodotti agroalimentari tradizionali italiani (P.A.T.) da tutelare. Gli agnolotti piemontesi in passato venivano farciti e conditi con gli avanzi di carne dei giorni precedenti. Ovviamente in ogni zona della regione vengono si usa farcirli con diversi tipi di carne ed anche verdure.

 

La colomba Pasquale lombarda

Dopo il Piemonte, è la volta della Lombardia, dove come saprete è tipica la colomba pasquale. La colomba è senza alcun dubbio, il dolce più diffuso in Italia durante il periodo Pasquale.

La colomba fu realizzata nei primi anni del ‘900 da un’azienda dolciaria milanese che decise di usare lo stesso impasto dei panettoni e gli stessi macchinari per realizzare un dolce simile, ma a forma di colomba. Ovviamente vi è differenza tra la colomba ed il classico panettone. La prima differenza sostanziale sta nella forma, poi, presenta una crosta fatta da granelli di zucchero, albume d’uovo e mandorle e al suo interno la colomba, non contiene l’uvetta tipica invece dei panettoni.

 

La torta pasqualina ligure

È il momento ora di scoprire cosa si mangia in Liguria a Pasqua. Nel tipico menù di Pasqua in Liguria, non può assolutamente mancare la torta pasqualina. Si tratta di una torta fatta di pasta sfoglia ripiena con spinaci, ricotta, formaggio e uova intere. Tuttavia, ogni zona della Liguria ha le proprie varianti. C’è chi la farcisce con bietole, chi con carciofi o erbe selvatiche.

La torta pasqualina risale al 1800, e pensate, veniva realizzata con ben 33 strati di sottilissime sfoglie di pasta, che corrispondevano al numero degli anni di Cristo al momento della morte e della resurrezione.

 

La crescia dolce salata marchigiana ed abruzzese

Dopo aver fatto un antipasto di bontà in alcune delle regioni del nord, ci spostiamo ora nelle regioni del centro Italia. Come in Valle d’Aosta, durante il periodo pasquale, in Abruzzo e nelle Marche, ma anche in Umbria e nel Lazio, si prepara la tipica pizza o crescia di Pasqua, un pane salato lievitato arricchito con pecorino e parmigiano da accompagnare con uova sode o salumi tipici di questi territori.

Tuttavia, in queste regioni, esiste anche la versione dolce della crescia con o senza canditi, ricoperta da una glassa di meringa e decorata con perline di zucchero colorate.

 

La pastiera napoletana

Ed ora ci spostiamo al sud, per celebrare la tipica “pastiera napoletana” uno dei dolci più conosciuti ed apprezzati non solo in Campania, ma in tutta Italia. La pastiera napoletana è la regina della tavola, a Napoli non è Pasqua senza pastiera. È un dolce che esplode di bontà, fatto con una base di pasta frolla, grano cotto nel latte, ricotta e uova, ed aromatizzata con cannella, scorza d’arancia, fiori d’arancio e limone.

Oltre alla pastiera nel menù di Pasqua campano, non possono mancare il casatiello napoletano, una ciambella salata ripiena di formaggio, salame, ciccioli e uova nella parte superiore.

 

La scarcella pugliese

Dalla Campania ci spostiamo in Puglia per assaggiare la tipica scarcella pugliese. In ogni zona della regione viene chiamata in modo diverso, “puddicastri”, “puddhrica” o “cuddhrura”. Tuttavia, si tratta di un dolce a base di pasta frolla che avvolge un uovo completo di guscio e posizionato al centro. Viene realizzata in diverse forme: colomba, cesti, ciambelle, coniglio. Viene poi decorata con glassa e zuccherini colorati. Potreste realizzarle insieme ai vostri nipoti, cosa ne dite?

 

 

Da Nord a Sud riti ed usanze profane della Pasqua

Dopo aver fatto ricordato le tappe della morte e resurrezione di Gesù Cristo e dopo esserci deliziati con alcune delle bontà tipiche più importanti del nostro paese, vediamo ora insieme, quali sono i riti e le usanze più profane che si celebrano a Pasqua in Italia.

 

Riti ed usanze a Pasqua in Piemonte

in questa zona, usanze estremamente peculiari come ad esempio a Romagnano Sesia dove per il Venerdì Santo, solamente negli anni dispari, ha luogo la rappresentazione scenica della Passione di Cristo.

 

La leggenda di San Colombano

Ci spostiamo in Lombardia, dove i riti ed usanze della Pasqua più religiose incontrano il profano. Vi abbiamo parlato prima di come la Colomba sia la protagonista indiscussa delle tavole lombarde. Ma attorno a questo golosissimo dolce Ivi è una leggenda, ovvero, la leggenda di San Colombano, che ci racconta come nasce la tradizione di consumare la colomba Pasquale.

San Colombano, era un abate irlandese ricevuto da i Sovrani Longobardi nel 612 d.C.

Per lui fu imbastito un sontuoso banchetto anche a base di selvaggina. Ma Colombano,a causa della penitenza quaresimale non potette accettare.

La Regina Teodolinda fu tremendamente offesa dal rifiuto del suo ospite, così il Santo decise di partecipare al banchetto, solamente dopo aver benedetto le carni. Alzando quindi le mani in segno di croce, la selvaggina si trasformò in pane a forma di colomba.

 

Il lancio del Cidulos in Friuli Venezia Giulia

Un’altra regione del nord molto ricca di usante e tradizioni durante la Settimana Santa è il Friuli Venezia Giulia. Molto sentita in queste zone è la tradizionale Via Crucis ma l’usanza più particolare ed attesa è il lancio del Cidulos nella notte tra la domenica di Pasqua e il lunedì di Pasquetta. Dopo aver acceso un fuoco visibile dal paese si incendiano delle rotelline di legno che vengono poi lanciate.

Dopo di che si enuncia una filastrocca umoristica o benaugurante.

 

Ponta e Cull in Emilia-Romagna

Dopo il Friuli è la volta dell’Emilia Romagna dove a Firenzula D’arda, vi è un’usanza davvero particolare, vediamo quale. Si tratta della cosiddetta “Ponta e Cull” una tradizione molto antica che risale ai primi del Novecento.

Si tratta di un gioco popolare che ha luogo immediatamente dopo la Messa di Pasqua. I partecipanti, si sfidano a suon di uova sode. La sfida consiste nel rompere l’uovo dell’avversario (sia la parte superiore che il fondo dell’uovo ossia “Ponta” e “Cull”) ed assicurarsi il premio.

 

Lo scoppio del carro in Piazza Duomo a Firenze

Anche la toscana ha i suoi riti ed usanze durante la settimana Santa. La tradizione che più riteniamo rappresentativa è lo scoppio del carro in Piazza Duomo a Firenze. Questa tradizione, pensate, risale addirittura ai tempi della Prima Crociata. Ma in cosa consiste?

Dopo la fine della cerimonia il Vescovo si reca sull’altare del Duomo per accendere un razzo a forma di Colomba. Il razzo dovrà colpire un carro in precedenza trainato da i buoi per tutte le strade di Firenze. Una volta che il carro giunge a Santa Maria del Fiore, qui viene fatto scoppiare davanti agli occhi dei presenti che rimarranno estasiati da questo spettacolo.

Lo scoppio del carro, è sinonimo di buona fortuna per la città di Firenze.

 

Il Ballo dei Diavoli in Sicilia

Dalla Toscana approdiamo in Sicilia, dove vi sono numerose riti ed usanze della Pasqua che incrociano il sacro e il profano. La più famosa è senza alcun dubbio il Ballo dei Diavoli, che si svolge nella cittadina di Prizzi.

Se andrete in vacanza proprio in Sicilia in questo periodo, troverete attori vestiti di rosso che rappresentano i diavoli ed altri vestiti di giallo che rappresentano la morte. Questi personaggi passeranno la giornata ad infastidire le persone che passeggiano per la strada.

In realtà, questa tradizione raffigurare i diavoli e la morte che cercano di impedire l’incontro tra la Madonna e Gesù Cristo. Ci riusciranno per due volte, ma al terzo tentativo verranno colpiti dagli Angeli mentre le campane suonano a festa. Una volta sconfitti i diavoli, compiranno il rito di purificazione del peccato con il gesto del “pigliari ‘a paci” (prendere la pace), chinandosi per tre volte davanti alle statue della Madonna e del Cristo risorto.

Siamo giunti alla fine di questo viaggio alla scoperta dei riti ed usanze della Pasqua. Sicuramente questo è solo un assaggio, ma siamo sicuri che quanto detto rende già l’idea di quanto l’Italia sia un paese variegato sotto ogni punto di vista. Tuttavia, siamo curiosi di sapere quali sono i vostri piatti tipici, e se vi sono dei riti e delle usanze particolari che si svolgono nelle vostre città. Fatecelo sapere ovviamente nei commenti.

Non resta che augurare a tutti voi una buona Domenica delle Palme.

 

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