Santarcangelo di Romagna cosa vedere nel borgo in Val Marecchia

Santarcangelo di Romagna, il borgo medievale nel cuore della verdeggiante Val Marecchia

Santarcangelo di Romagna cosa vedere

Santarcangelo di Romagna, il borgo medievale nel cuore della verdeggiante Val Marecchia

 

Ci sono luoghi che restano per sempre nel cuore,

luoghi i cui tratti restano impressi nella mente.

Luoghi dove si respira meraviglia e luoghi che restano fedeli alla propria storia,

alle proprie tradizioni, usi e costumi.

Un modo per guardarsi indietro e scoprire cosa è stato.

 

In questa giornata di fine agosto, dal tempo un po’ incerto, vogliamo portarvi alla scoperta di un altro gioiello d’Italia, ben custodito nell’entroterra riminese.

Così, se siete in vacanza sulle spiagge della costa romagnola, vi consigliamo per un giorno di lasciare il vostro ombrellone per far visita ad un altro dei “borghi più belli d’Italia”, ovvero, Santarcangelo di Romagna, un antico borgo medievale davvero unico, una chicca ancora poco conosciuta a pochi chilometri dalla costa.

Cosa ne dite allora care e cari Happy Agers, di partire insieme per questo fantastico tour per scoprire cose fare e cosa vedere a Santarcangelo di Romagna?

Dove si trova Santarcangelo di Romagna

Santarcangelo di Romagna si trova a circa 10 km dalla città di Rimini, nel cuore della verdeggiante Val Marecchia, precisamente, su di un piccolo colle chiamato Monte Giove. Non è ben nota la provenienza di questo nome piuttosto altisonante che, tutto fa pensare tranne al fatto che derivi da un vitigno.

Purtroppo però non vi sono prove certe a riguardo.

Costituiscono invece una certezza i moltissimi reperti rinvenuti nelle campagne circostanti riconducibili all’epoca romana.
Ma veniamo a noi e scopriamo tra salite e discese, san pietrini, gradini, arte, monumenti e case incastonate, cosa vedere a Santarcangelo di Romana.

 

Cosa vedere a Santarcangelo di Romana

Questo antico borgo di oltre 20 mila abitanti, che ha dato i natali a diversi artisti, intellettuali, poeti e attori è un’esplosione di arte, storia, sapere e cultura, in grado però al tempo stesso di innovarsi e volgere sempre uno sguardo verso il futuro.

Passerete dalle tipiche ambientazioni di un borgo marcatamente medievale con il suo castello, le sue mura tipiche, il suo castello, ed i suoi palazzi, a scorci e scenari completamente diversi, dove la protagonista diventa la street art.

In qualunque forma la mettiate, qui a Santarcangelo di Romagna è senza alcun dubbio l’arte a far da padrona.

 

Il centro storico di Santarcangelo di Romagna

Il nostro tour alla scoperta di questo borgo parte con una bella visita al centro storico. Resterete stupiti da quante cose ci sono da vedere a Santarcangelo di Romagna.

 

L’arco dei Cornuti

La prima tappa è Piazza Ganganelli, dove non potrete non notare il grande arco dedicato a Papa Clemente XIV, originario appunto del parse di Santarcangelo.
Questo arco imponente e massiccio viene conosciuto più con l’appellativo di “Arco dei Cornuti”, per via di un’insolita superstizione legata al giorno di San Martino. L’11 Novembre, si è soliti appendere a delle corde, delle grandi corna.
La tradizione vuole che mentre si attraversa l’arco, le corna appese, non devono assolutamente muoversi. In caso contrario il legame con la persona con la quale si è sentimentalmente impegnati si spezzerà. Ecco spiegato il perché il monumento porta questo bizzarro nome.

 

La grotta dei Piaceri

Dall’arco dei Cornuti ci addentriamo nel labirinto delle pittoresche viuzze del centro storico, fatto di strade in pietra, scorci che si affacciano sulla distesa di tetti rossi della Val Marecchia. Ma non è tutto! Un incredibile atmosfera pervade ogni visitatore che percorre questi vicoli fatti di pace, armonia e silenzio. Si respira un po’ della vita degli abitanti del posto, fatta di cose semplici e tradizionali.
Ma a catturare l’attenzione è sicuramente la “Grotta dei Piaceri”, un grazioso e caratteristico negozietto scavato nella roccia. Lo troverete salendo su per Via Aurelio Saffi. La prima cosa che noterà sarà per prima cosa la sua porticina adornata tutta intorno con edere rampicanti e suppellettili vari come campanellini, tazze, ceramiche ed anche dei biscottini e confetture.

Dal negozietto inoltre proviene della musica tipica romagnola che vi inviterà ad entrare. All’interno troverete prodotti tipici come il rinomato miele di Santarcangelo, il Formaggio di Fossa, il sale di Cervia ed il famoso vino di Sangiovese.

Il Museo del Bottone

Lasciata la Grotta dei Piaceri proseguiamo il nostro viaggio tra i tesori di Santarcangelo di Romagna, questa volta per fare la scoperta di uno dei musei più particolari al mondo: il Museo del Bottone.

Si tratta di un museo che raccoglie circa 12.000 bottoni, collezionati nel tempo da Giorgio Gallavotti. I bottoni anche se sono solo dei piccoli accessori, in realtà testimoniano e ci raccontano tanto delle epoche e delle persone che li utilizzavano.
Uno dei più particolari è senza dubbio quello disegnato da Pablo Picasso per Coco Chanel raffigurante un cavallo stilizzato con sfumature blu e dorate.

Piazzetta delle Monache

Se vi state chiedendo a Santarcangelo di Romagna cosa vedere ancora, beh, sappiate che c’è ancora tanto da scoprire. Saliamo ancora verso la parte alta del colle per dirigerci verso Piazzetta delle Monache, così chiamata per via del convento cinquecentesco posto nei pressi della piazza. Un tempo questa graziosa piazzetta costituiva il centro del paese, dove gli abitanti si riunivano solitamente per scambiare due chiacchiere.
Sempre nella piazzetta vi è un bellissimo pozzo medievale per la raccolta dell’acqua, il Museo Archeologico di Santarcangelo ed un bassorilievo che raffigura una delle scen

e più rappresentative della Divina Commedia, ovvero, il tradimento di Francesca con l’amante Paolo consumato in una delle Rocche Malatestiane romagnole.
Ma sull’argomento ritorneremo dopo.

 

Il Campanone e l’antico acquedotto

Prima di dirigerci verso il castello facciamo tappa in Via Ballaere dove si trova l’antico acquedotto cittadino, risalente agli anni ’30. Proseguiamo ed ecco che si innalza verso il cielo uno dei simboli indiscussi di Santarcangelo di Romagna, ovvero, l’altissimo Campanone che con i suoi 25 metri di altezza, sovrasta il borgo.

La Via dell’Amore

Oltre all’arte, alla cultura e la storia, qui a Santarcangelo di Romagna si respira un’aria diversa. Vi basterà imbattervi nel Vicolo Amaduzzi chiamato anche “Via dell’Amore” per essere pervasi da un certo romanticismo. Non potete non scattare ad esempio una foto alla coppia di anziani seduti insieme davanti alla loro porticina colorata, oppure, alla bambina che porge i dolcetti all’anziana signora o ancora, al gatto che gironzola solitario pavoneggiandosi.
Ma non è tutto a fare da cornice a questa atmosfera romantica sono gli scorci ed i suoi panoramici che spaziano verso il mare.

La Rocca Malatestiana

Dopo tanto salire, eccoci finalmente siamo giunti sulla cima del Colle Giove, dove a dominare l’intero borgo è l’imponente Rocca Malatestiana che domina il borgo dall’alto.
Fatta erigere nel lontano 1386, la rocca in quanto residenza privata è aperta solo alcuni giorni al mese. Oltre alle sue mastodontiche dimensioni, a rendere particolarmente suggestivo questo castello è la leggenda legata all’omicidio di Paolo e Francesca.
Si racconta che in notti senza luna i loro fantasmi ritornano dall’inferno per vagare per le vie del borgo, in cerca di un po’ di pace e conforto.

 

Le grotte di Santarcangelo

Come avete potuto notare sono davvero tante le cose da vedere a Santarcangelo di Romagna, ma lontano dalla luce del sole, sotto i bellissimi palazzi del borgo c’è una città parallela avvolta da misteri. Stiamo parlando delle

“Grotte di Santarcangelo”, una districata rete di sotterranei scavati nell’arenaria e nell’argilla, fatta di cavità, cunicoli, pozzi e gallerie visitabili grazie a percorsi guidati ufficiali.

 

Festival ed eventi a Santarcangelo di Romagna

Oltre ai monumenti, vie e palazzi, Santarcangelo di Romagna è un borgo pieno di vita dove si tengono diversi eventi.

Un esempio è il Festival dei Teatri, la Mutonia, cioè una comunità di artisti e performer che dagli inizi anni ‘90 ha scelto proprio quest’area per esprimere la propria arte dedita al riuso e allo scarto.

Il nostro tour alla scoperta di questo borgo incantevole finisce qui, ma le bellezze da scoprire non sono di certo finite. Possiamo segnalarvi ad esempio:

  1. la Pieve di San Michelangelo Arcangelo;
  2. lo sferisterio dove un tempo si faceva il gioco del pallone col bracciale;
  3. la collegiata della Beata Vergine del Rosario, custode di un crocifisso in legno del Trecento;
  4. l’antica stamperia Marchi, una delle botteghe più antiche della Romagna, dedicata alla produzione di stoffe dipinte a mano con la tecnica della “stampa a ruggine”.

Come al solito, non spetta che a voi l’ardito compito di individuarne altri.

 

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