La tradizione dei presepi napoletani a San Gregorio Armeno

La tradizione dei presepi napoletani a San Gregorio Armeno

presepe napoletano

La tradizione dei presepi napoletani a San Gregorio Armeno

Ricordate anche voi la commedia “Natale in Casa Cupiello” del grande Edoardo De Filippo, nelle vesti del personaggio Luca Cupiello? Se si, ricorderete allora anche la fatidica domanda che Luca pone al figlio Tommasino: “Te piace ‘o presepio” . Il figlio risponde con un no secco: “nun me piace ‘o presepe!

Più volte, durante la commedia, il papà pone la stessa domanda al figlio, nella speranza di farlo ravvedere, purtroppo però, se non nel sorprendente finale, la risposta resta sempre la stessa. Fatto inaccettabile per i cultori di un’arte così antica e per una città che invece ha fatto del presepe una vera e propria tradizione conosciuta in tutta il mondo.

E siccome a noi invece “il presepe piace” e anche tanto, quest’oggi care e cari Happy Agers, vogliamo portarvi proprio nella patria dei presepi, nel noto quartiere di San Gregorio Armeno, nel cuore del centro storico di Napoli.

Le origini della tradizione dei presepi a Napoli

Ma prima di avventurarci tra le botteghe di San Gregorio Armeno, vediamo quali sono le origini della tradizione dei presepi a Napoli, una tradizione antichissima, che ha saputo mantenere vivo il suo valore nel corso degli anni.
Secondo infatti, quanto trascritto in alcuni documenti ritrovati, pare che il primo presepio fu allestito nella chiesa di Santa Maria del Presepe nel 1025.

Via San Gregorio Armeno

Andando avanti nel tempo, nel 1324 ad Amalfi, venne allestita una cappella del presepe di casa d’Alagni.
Nel 1340, la regina Sancia d’Aragona portò come presente, alle suore Clarisse, un presepe come augurio per la nuova chiesa. Di quel presepe non resta che la Madonnina, conservata ancora oggi, nel museo di San Martino.

Dal 1475 in poi, la lista di esempi di presepi napoletani è davvero molto lunga. Possiamo citare quello di Pietro e Giovanni Alemanno, oppure, la scultura di marmo dell’artista Antonio Rossellino, conservata nella chiesa monumentale di Sant’Anna dei Lombardi.

Se fino ad allora la rappresentazione del presepe era però circoscritta alla natività, nel Seicento, in linea con lo stile barocco dell’epoca, il presepe inizia ad espandersi ed arricchirsi di particolari.

Il periodo d’oro arriva nel 1700, quando il presepe, oltre ad essere rappresentato nei luoghi sacri, inizia ad essere allestito anche nelle dimore dei nobili, i quali naturalmente facevano a gara a chi avesse il presepe più bello e più ricco.

Da qui in poi, si è andati alla ricerca di impianti sempre più avanzati, che potessero rendere il presepe sempre più curato e dovizioso di particolari.

Nella tradizione di Corte, le statue venivano disposte sullo “scoglio”, una struttura di sughero, secondo una determinata scenografia, per raffigurare le scene della Natività: l’Annuncio ai pastori, l’Osteria, il viaggio dei Re Magi, le scene corali con pastori e greggi.

La natività

Ciò che ha sempre distinto i presepi napoletani da quelli “tradizionali”, è che non rappresentano solo un simbolo puramente religioso, ma sono un modo attraverso il quale viene descritta e riprodotta, con dovizia di particolari, la comunità di appartenenza.

Ed anche ai giorni nostri, a Napoli la tradizione è più viva e sentita che mai. Oltre a preparare la natività nelle principali chiese della città, il presepe viene allestito ovunque, per le strade della città e nelle case dei cittadini.

Il presepe dunque, come in casa Cupiello, è il vero protagonista di queste feste. Se da un lato l’albero di Natale con suoi rami decorati e le sue luci illumina e mette allegria, il presepe con i suoi giochi d’acqua, la luce fioca dei focolai, le grotte, le riproduzioni in miniatura, è in grado di incantare sia grandi che piccini, che ne osservano da vicino i particolari, per sentirsi parte di quel mondo creato con cura e pazienza.

presepe Napoli

Non a caso, Via San Gregorio Armeno, detta anche strada dei Presepi, si affolla di gente proveniente da ogni parte d’Italia e non solo, per ammirare le riproduzioni create fedelmente dalle mani sapienti dei maestri artigiani.

I Presepi Napoletani sono delle vere e proprie opere d’arte, tanto che ormai, fanno parte della cultura napoletana, non solo nel periodo natalizio, ma durante tutto l’anno.

Se anche voi, come il nostro Luca Cupiello, amate ogni anno allestire in casa vostra un bel presepe, in Via San Gregorio Armeno, per 365 giorni all’anno, potrete davvero trovare l’ispirazione e tutto quello che vi occorre per i vostri lavori.

Ma via San Gregorio Armeno non si limita alla vendita di capanne e pastori, è un’esperienza unica che durante il periodo di Natale diventa ancora più viva ed intensa. Potrete vedere gli artigiani all’opera mentre scolpiscono le loro statuine, scambiare qualche allegra chiacchierata con loro, ascoltare le conversazioni in dialetto tra i proprietari di una bottega ed un’altra, ammirare esposti i loro lavori migliori, poi ancora, le luci, il profumo nell’aria del legno intagliato e del muschio, i colori, le pennellate, tutto è pura magia, una magia che non potete perdervi.

Via dei presepi Napoli

I personaggi famosi del presepe napoletano

Non dimentichiamo poi che Napoli, da che mondo e mondo, è famosa per la sua originalità ed il suo estro creativo. Oltre alle immagini sacre, l’arte dei presepi è diventata ancor più nota per la riproduzione maniacale di personalità politiche, personaggi del mondo dello spettacolo, cantanti, attori e così via, che nel corso di un intero anno si sono distinti per delle vicende accadute, sia in senso positivo che in negativo. Dal Papa a Maradona, da Salvini a Di Maio, da Belen Rodriguez a Ivana Trump, da Pino Daniele a Michael Jackson.

Novità 2021 i Re Magi con la Mascherina

E se l’anno scorso per sottolineare il momento storico che abbiamo e stiamo ancora attraversando, hanno fatto da padrona i re Magi con la mascherina, quest’anno invece, non possono mancare i Re Magi con il Green pass, (il certificato verde anti-Covid), realizzati dal maestro Marco Ferrigno, titolare di una delle botteghe più note della via dei presepi.

La leggenda di Benino, il pastore dormiente

E se fate attenzione, vi accorgerete che su tutti i presepi napoletani, dai più tradizionali ai più fantasiosi, posizionato lì, nel punto più alto, lontano dalla natività, si trova un personaggio leggendario, che non può mai mancare: stiamo parlando di Benino, il pastore dormiente.

Perché sia diventata una figura fondamentale del presepe napoletano non si sa; sono tante anche le leggende sul perché stia dormendo: troppo stanco per assistere alla Natività o troppo giovane per capirne l’importanza? Molti si sono anche interrogati su cosa stia sognando: forse il presepe rappresenta il suo sogno di comunità e di famiglia, famiglia che per lui, pastorello solitario, esiste appunto solo nei sogni?

Al di là di tutte le teorie e fantasie su questa caratteristica figura, il ruolo di Benino è quello di accomunare tutte le diverse rappresentazioni della Natività.

presepi san gregorio armeno

Perché il Presepe di Napoli è un connubio tra sacro e profano, che riesce sempre ad unire generazioni, credenze ed usi e costumi diversi.

Ma oltre a San Gregorio Armeno a Napoli vi sono altri presepi allestiti in altre zone della città che consigliamo di visitare.

Il presepe Palazzo Reale

Da San Gregorio Armeno ci spostiamo a Palazzo Reale, nella cui Cappella Palatina è allestito, con oltre 200 pastori, il Presepe del Banco di Napoli. Le statuine e tutti gli accessori, sono state realizzate da importanti scultori napoletani ed inoltre molte appartengono al Settecento. Oltre alla rappresentazione della Natività e della Gloria, ci sono numerosi personaggi e particolarità che appartenevano alla realtà giornaliera di quell’epoca.

Presepe Cuciniello di San Martino

Molto interessante è il Presepe Cuciniello di San Martino, senza alcun dubbio il presepe più celebre del Settecento. Michele Cuciniello autore e collezionista, donò nel 1879 al museo la sua opera. Lo “scoglio” del presepe Cuciniello è organizzato in tre parti, corrispondenti ai tre episodi tradizionali che compongono la “storia” del presepe: il luogo dell’annuncio ai pastori, la Natività, la taverna.

Vogliamo concludere questo nostro viaggio alla scoperta dei presepi napoletani, con i versi di una nota canzone:
“…O è Natale tutti i giorni
O non è Natale mai…” Beh, a Napoli in Via San Gregorio Armeno è Natale un po’ tutto l’anno. Ed è proprio in questo che risiede la bellezza di questa strada, nella capacità di saper ricreare l’atmosfera natalizia ogni giorno.

 

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