I giochi di Natale che uniscono nonni e nipoti, tombola e Mercante in Fiera

Tombola e Mercante in Fiera: i giochi delle Feste che appassionano nonni e nipoti

giochi di Natale

Tombola e Mercante in Fiera: i giochi delle Feste che appassionano nonni e nipoti

Si dice Natale e si pensa alle luci colorate, al presepe, ai regali, alla neve, al pandoro al panettone, alla buona tavola e, soprattutto, alla voglia di stare in famiglia. Siamo certi che anche voi, care e cari Happy Agers, ne approfittate per trascorrere più tempo con i vostri nipoti, grandi o piccoli che siano.

E dopo aver pasticciato in cucina a suon di biscotti al pan di zenzero, cosa ne dite di insegnare ai vostri nipoti qualche bel gioco di Natale di società della tradizione?

Da nord a sud, infatti, gli italiani durante le feste amano trascorrere assieme a parenti ed amici, qualche ora all’insegna del divertimento, sfidandosi con i giochi della tradizione.

Sicuramente i vostri nipotini avranno mille giochi e saranno anche molto tecnologici. Ma per un momento lasciamo da parte cellulari e video giochi, per riscoprire il piacere di giocare così come lo si faceva una volta, con cose semplici ma che non passano mai di moda.

Tra i giochi di Natale che appassionano di più nonni e nipoti vi sono sicuramente la celeberrima Tombola e l’intramontabile Mercante in Fiera, i giochi per eccellenza del Natale.

Ma scopriamo qualcosa di più su questi due giochi

Giochi di natale: la tombola

Partiamo con un bel giro di tombola. La tombola, vista la sua tradizione pluricentenaria, è senza alcun dubbio il gioco di società più popolare.
Dovete sapere che la tombola fu inventata a Napoli nel Settecento e rappresentava un’alternativa al lotto, da giocare appunto anche in casa.

Origini della tombola napoletana

Andando ancora più a fondo circa le origini della tombola, scopriamo che questo gioco nacque intorno al 1734 da una diatriba tra Re Carlo di Borbone e suo padre Gregorio Maria Rocco.

Pare che all’epoca il gioco del Lotto fosse clandestino, così Re Carlo, per arricchire le casse dello stato, desiderava regolamentarlo. Non trovò però il consenso del Padre Gregorio, il quale riteneva il gioco del lotto uno svago per i fedeli per distrarli dalla preghiera. Al contrario, vi erano momenti, come le festività religiose, dove i fedeli non dovevano essere distratti dalla preghiera. Così, durante il periodo di Natale, il gioco del lotto venne proibito.

La gente iniziò allora a giocare ad una versione più casalinga del Lotto tra le proprie mura domestiche.
Per simulare il gioco del lotto, in un cesto di vimini, venivano riposti i novanta numeri da estrarre, vennero poi create delle schede dalla forma cilindrica che richiamavano il tombolo (un accessorio che si utilizza per ricamare) con sopra disegnati in maniera casuale i numeri da 1 a 90.

La smorfia Napoletana

Ma quel che contraddistingue e diverte tanto della tombola, è l’usanza di associare ad ogni numero una breve frase: stiamo parlando della Smorfia Napoletana.

Cosa ne dite? Potreste insegnarla ai vostri nipoti.
Alcuni dei più noti sono:

  • 1L’Italia
  • 12‘ E surdate (i soldati)
  • 13 Sant’Antonio
  • 25 Natale
  • 26 Nanninella (diminuitivo del nome Anna)
  • 32 ‘O capitone (il capitone)
  • 33 L’anne ‘ e Cristo (gli anni di Cristo)
  • 42 ‘O ccafè (il caffè)
  • 52 ‘A mamma (la mamma)
  • 53 ‘O viecchio (il vecchio)
  • 66 ‘E ddoiezetelle (le due zitelle)
  • 79 ‘O mariuolo (il ladro)
  • 83 ‘O maletiempo (il maltempo)
  • 90 ‘A paura (la paura)

Adesso ci sono le tombole con le cartelle con le finestrelle in plastica, ma in tante case, soprattutto napoletane, si conservano ancora le vecchie tombole con le cartelle di cartone e con il tabellone in legno.

Per ricoprire i numeri poi si utilizzava di tutto, i legumi, le bucce dei mandarini e delle arance, i cocci rotti, ritagli di cartone. Ed è proprio da qui che potete iniziare ad incuriosire e ad avvicinare i vostri nipoti al gioco della tombola, magari preparando i segnapunti.

Si divertiranno un sacco a spezzettare le scorze degli agrumi, lanciare qui e lì qualche fagiolo o ritagliando dei quadratini di carta.

Passiamo ora all’altro gioco per antonomasia del Natale: il mercante in fiera.

Giochi di Natale: il mercante in fiera

Il mercante in fiera altro non è che un gioco di carte, che ha come scopo quello di guadagnare più degli altri giocatori, attraverso lo scambio delle carte. Il giocatore che avrà totalizzato più punteggi diventerà un vero e proprio mercante.

Ma conosciamo anche un po’ della sua storia

La storia del mercante in fiera.

Il mercante in fiera è un gioco di carte dalle origini molto antiche, risale infatti al 1500 e corrisponde a quello che noi tutti conosciamo come gioco della lotteria. Si racconta che Geronimo Bambarara, uno straccivendolo veneziano che abitava nella zona del rialzo, si inventò un gioco che consisteva nel vendere biglietti per pochi soldi.

I biglietti erano suddivisi fra vincenti e biglietti perdenti. Poi organizzava un’estrazione ed i biglietti vincenti avevano diritto ad un premio.

In pochissimo tempo il gioco di Bambarara ebbe così tanta fama, al punto che il governo dell’epoca decise di tassarlo.

Ma prima che vengano utilizzate le carte per il gioco del mercante in fiera, dobbiamo attendere la seconda metà dell’Ottocento. In quel periodo iniziano infatti a diffondersi i mazzi di carte speciali in voga ancora oggi.

In origine però si utilizzano mazzi di carte normali per giocare, oggi invece le carte utilizzate per giocare al mercante in fiera, riportano sul dorso figure a volte davvero bizzarre e particolari.

Come si gioca al mercante in fiera

Rispetto al gioco della tombola forse non proprio tutti sanno come si gioca. Pertanto è doveroso dare qualche indicazione.
Il gioco del mercante in fiera viene diretto dal banditore e le sorti del gioco dipendono proprio dalle sue abilità.

Si gioca con due mazzi identici da 40 pezzi, differenti però per colore. Il banditore prende il primo mazzo e distribuisce le carte ai giocatori, mettendo in vendita le restanti.

Una volta che tutte le carte sono state distribuite e vendute, a questo punto il banditore prende il secondo mazzo ed associa alcune di quelle carte a dei montepremi.

A questo punto si va ad esclusione, le carte del secondo mazzo che restano vengono girate e scartate, fino a quando non restano sono quelle accoppiate al montepremi.

Un gioco senza alcun dubbio più facile a farsi che a spiegarsi.

Come la tombola, anche il mercante in Fiera ha le sue figure storiche. Tra queste, il lattante e la gondola sono ricorrenti in tutte le edizioni.

Allora, siete pronti a sfidare le vostre piccole pesti?

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