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La forza che protegge l’autonomia: movimento, equilibrio e muscoli dopo i 55

Quattro persone mature con bicicletta, tappetino, palla e bastoncini all’aperto

Non è una questione di palestra o di prestazione sportiva. Mantenere forza ed equilibrio significa soprattutto continuare a fare con sicurezza le cose normali della vita.

Alzarsi da una sedia.

Portare le buste della spesa.

Salire una scala.

Sollevare una valigia.

Camminare su un terreno irregolare.

Sembrano gesti banali.

Finché non diventano più difficili.

Quando pensiamo all’attività fisica dopo i 55 o i 65 anni immaginiamo spesso la camminata, la bicicletta o il nuoto.

Tutte attività preziose.

Ma c’è un’altra parola che merita attenzione:

forza.

Non quella necessaria per sollevare grandi pesi.

Quella che utilizziamo quotidianamente per continuare a essere autonomi.

Il muscolo non serve soltanto agli sportivi

La massa e la forza muscolare possono diminuire progressivamente con l’età, soprattutto in presenza di sedentarietà.

Questo non significa che il declino debba essere accettato passivamente.

Il Ministero della Salute sottolinea l’importanza dell’attività fisica anche nelle persone anziane per mantenere massa muscolare, capacità di movimento ed equilibrio.

Tradotto nella vita quotidiana significa conservare più a lungo la capacità di fare in sicurezza cose semplici.

Camminare.

Alzarsi.

Fare le scale.

Spostarsi.

Ed è qui che l’attività fisica smette di essere una questione estetica e diventa un tema di autonomia.

L’equilibrio è una capacità che spesso ricordiamo troppo tardi

Da giovani raramente pensiamo all’equilibrio.

Camminiamo su un marciapiede sconnesso, scendiamo un gradino o ci giriamo velocemente senza farci caso.

Con il tempo questa capacità merita più attenzione.

Il Ministero della Salute evidenzia che attività che combinano movimento, rafforzamento muscolare ed esercizio dell’equilibrio sono particolarmente importanti nella popolazione anziana anche rispetto al rischio di cadute.

Non significa vivere con la paura di cadere.

Significa occuparsi per tempo delle capacità che ci permettono di muoverci con maggiore sicurezza.

Non serve diventare atleti

È forse il messaggio più importante.

Quando leggiamo le raccomandazioni ufficiali sull’attività fisica può essere facile pensare:

“Troppo. Non fa per me.”

Le indicazioni del Ministero, in linea con quelle internazionali, comprendono attività aerobica, rafforzamento muscolare ed equilibrio.

Ma contengono anche un principio molto più semplice:

un po’ di attività è meglio di nessuna attività.

E soprattutto si può iniziare gradualmente.

Una persona che non si muove da molto tempo non dovrebbe confrontarsi con chi cammina dieci chilometri ogni mattina.

Deve confrontarsi con sé stessa.

Il movimento è quello che riusciamo a portare nella vita reale

Non esiste soltanto la palestra.

Camminare per andare a fare una commissione.

Fare le scale quando è appropriato.

Muoversi in casa.

Curare il giardino.

Ballare.

Partecipare a un’attività di gruppo.

Sono modi diversi di ridurre la sedentarietà.

Poi esistono esercizi più specifici per forza ed equilibrio, ma quando sono presenti malattie, dolori importanti, problemi cardiovascolari, difficoltà di mobilità o una lunga storia di inattività è opportuno parlarne con il proprio medico o con un professionista qualificato prima di iniziare programmi impegnativi.

Internet può dare idee.

Non può valutare le condizioni individuali di una persona.

Essere forti per cosa?

È una domanda utile.

Essere forti per sollevare un peso più grande?

Forse.

Ma per la maggior parte di noi lo scopo è molto più concreto.

Essere abbastanza forti per alzarci senza difficoltà.

Per portare una borsa.

Per partire.

Per fare una passeggiata.

Per giocare con un nipote.

Per continuare a vivere la casa e la città con maggiore indipendenza.

Vista così, la forza assume un significato completamente diverso.

Non è prestazione.

È libertà quotidiana.

Anche il contesto conta

L’OMS, quando parla di invecchiamento in salute, non guarda soltanto alle condizioni fisiche della persona.

Conta anche l’ambiente.

Un quartiere nel quale si può camminare con sicurezza invita al movimento.

Un parco vicino casa aiuta.

Un gruppo con cui condividere un’attività può trasformare un dovere in un appuntamento piacevole.

Al contrario, isolamento, paura di uscire o ambienti poco accessibili possono rendere più difficile rimanere attivi.

Per questo il movimento non è soltanto una scelta individuale.

È anche una questione di opportunità.

Non aspettare di “sentirsi vecchi”

Forse dovremmo occuparci di forza, equilibrio e mobilità prima che diventino un problema.

Non perché dobbiamo vivere preoccupati del futuro.

Esattamente per il motivo contrario.

Per continuare a fare più a lungo ciò che oggi consideriamo normale.

L’obiettivo non è aggiungere anni perfetti alla vita.

Nessuno può prometterlo.

L’obiettivo è proteggere, per quanto possibile, quelle capacità che ci permettono di decidere come utilizzare il nostro tempo.

E allora una passeggiata, un esercizio fatto correttamente, qualche gradino o un’attività svolta con regolarità assumono un significato più grande.

Non servono a dimostrare che siamo ancora giovani.

Servono a qualcosa di molto più utile:

continuare a sentirci padroni dei nostri movimenti e delle nostre giornate.

Nota: questo articolo ha finalità informative e non sostituisce il parere del medico o di un professionista sanitario. In presenza di patologie, sintomi, problemi di equilibrio o lunghi periodi di inattività è opportuno chiedere indicazioni personalizzate prima di iniziare o modificare un programma di attività fisica.

A cura della Redazione Happy Age

Fonti e approfondimenti

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