Magico Cilento, terra d’incanto tra cielo e mare - Magazine Happy Age

Magico Cilento, terra d’incanto tra cielo e mare

Cosa vedere in Cilento

Magico Cilento, terra d’incanto tra cielo e mare

Nuovo giorno, nuova avventura! Con noi di Happy Age il viaggio non finisce mai…

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Curiosi di scoprire dove ci porterà il viaggio di oggi?

Vi porteremo in Cilento, una terra di contrasti, una terra variegata e inaspettata.

…Dolce ed aspra allo stesso tempo, accogliente e sfuggente, terra quieta ed inquieta, terra baciata dal sole ed accarezzata dal mare, mosaico di colori, profumi e sensazioni che avvolgono, incantano e rapiscono l’anima…

 

Cosa vedere in Cilento

Ma ecco un primo assaggio di cosa vedere in Cilento.

Innanzitutto possiamo dirvi che vi attende un itinerario che unisce insieme bellezze archeologiche, paesaggistiche e sapori della gastronomia locale.

Un soggiorno tutto compreso, dedicato proprio ai nostri viaggiatori over 60.

Partendo dalla bellissima Ascea Marina, perla situata nel cuore del Parco Nazionale del Cilento, passando per i caratteristici borghi cilentani di Agropoli e Castellabate, per Vietri porta della Costiera Amalfitana e per la leggendaria Paestum, fino a raggiungere uno dei luoghi più incredibili che abbiate mai visto. Ma se volete scoprire di cosa si tratta non dovrete fare altro che preparare i bagagli.

 

 

Ed allora Care e Cari Happy Agers, cosa ne dite partire alla scoperta del meraviglioso Cilento?

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Castellabate

Partiamo subito alla grande, con una delle tappe imperdibili da vedere in Cilento, ovvero, la bellissima Castellabate.

Tutti la ricordano sicuramente per essere stata set cinematografico del celebre film “Benvenuti al sud” di Alessandro Siani e Claudio Bisio, uscito sul grande schermo nel 2010.

Ma quel che non tutti sanno è che Castellabate dal 1998 è stato dichiarato patrimonio mondiale dell’umanità dall’UNESCO ed è inserito nella lista de “I borghi più belli d’Italia”. Ma vediamo perché.

La vediamo in lontananza lassù, arroccata su di un colle in tutta la sua bellezza, mentre, silente osserva il mare. Ma avviciniamoci per scoprirla più da vicino.

Mentre ci addentriamo in questo bellissimo borgo medievale ci rendiamo conto che conserva intatto ancora oggi il fascino del suo antico passato. Passeggiando poi tra le sue strade è possibile ammirare la bellezza e l’autenticità non solo delle sue costruzioni, ma soprattutto della gente che lo vive nel quotidiano, proprio come avviene nelle scene più esilaranti del film.

 

Agropoli

Agropoli, nota come la “porta del Cilento”, è un gioiello che unisce il fascino di un borgo antico con la bellezza del suo mare. La città è un’esperienza unica, dove la storia si fonde con paesaggi mozzafiato.

Il suo borgo antico, accessibile attraverso l’imponente Porta Monumentale, è un labirinto di vicoli e scalinate che conducono al Castello Angioino-Aragonese. Questa fortezza medievale, con le sue mura robuste, offre una vista panoramica che si estende da Punta Licosa fino a Capo Palinuro.

Le coste agropolesi sono un richiamo irresistibile. La Baia di Trentova, circondata dalla macchia mediterranea, è un angolo di paradiso per chi cerca tranquillità, mentre la Spiaggia del Lido Azzurro è perfetta per le famiglie. Le acque cristalline, premiate con la Bandiera Blu, sono ideali per nuotare e rilassarsi.

Agropoli è anche un punto di partenza strategico per esplorare il Cilento. Da qui, è facile raggiungere Paestum, con i suoi templi millenari, o le suggestive località costiere vicine.

Ed è proprio la storica Paestum che ci conduce questo nostro tour delle cose da vedere in Cilento.

Paestum

Paestum, l’antica Poseidonia, è uno dei siti archeologici più affascinanti d’Italia, un luogo dove la storia greca e romana rivive in tutta la sua maestosità. Fondata dai Greci nel VII secolo a.C., questa città divenne un centro fiorente, e oggi i suoi templi sono tra i meglio conservati al mondo.

Il cuore del sito è la sua area archeologica, dominata da tre templi dorici di eccezionale bellezza. Il Tempio di Nettuno, il più grande e imponente, è un capolavoro di architettura. Accanto a esso si trova il Tempio di Hera, il più antico, e il Tempio di Cerere (Athena), che si distingue per la sua eleganza. Passeggiare tra queste colonne millenarie è un’esperienza suggestiva, un vero e proprio tuffo nel passato.

Il Museo Archeologico Nazionale di Paestum completa la visita, ospitando reperti straordinari. Tra tutti spicca la celebre Tomba del Tuffatore, un capolavoro della pittura greca che raffigura un uomo che si tuffa in acqua, simbolo del passaggio dalla vita alla morte.

Paestum non è solo storia, ma anche natura: il sito è circondato da una campagna rigogliosa e si trova a pochi passi dalla costa, offrendo un mix unico di cultura, paesaggio e mare.

Ed è arrivato il momento di dirigerci verso la costa.

 

Vietri sul mare

Vedrete cari amici, visiterete luoghi che vi toglieranno il fiato e che vi faranno innamorare. Non le solite tappe della Costiera, questo viaggio vi farà scoprire alcune chicche, un po’ meno conosciute ad esempio: Vietri la porta d’Oriente.

Dovete sapere che questo piccolo borgo di appena 7000 abitanti affacciato sul mare è noto come il “borgo della ceramica sulla Costiera Amalfitana”. Non a caso è stato dichiarato nel 1997 patrimonio mondiale dell’UNESCO.

Vietri e l’arte della ceramica

Dovete sapere che quella della ceramica è una tradizione molto antica nata a Vietri nel XVII secolo, un’arte che si tramanda ancora oggi di generazione in generazione. Simbolo della cittadina è sicuramente la maestosa cupola della Chiesa di San Giovanni Battista completamente rivestita di tante maioliche di colore blu e giallo limone.

Partendo da Salerno, Vietri rappresenta la prima delle tante perle di cui la Costiera Amalfitana è costellata. Non si può dunque non fare tappa in questo bellissimo borghetto.

Vietri il borgo delle ceramiche

 

Ma perché viene anche chiamata la porta d’Oriente?

Vietri viene chiamata anche la “porta d’Oriente” per via di una bellissima iniziativa che ha visto l’incontro tra alcuni studenti coreani, con i maestri delle botteghe artistiche vietresi.

 

Grotte di Pertosa

Se vi ricordate, vi avevamo parlato di una “tappa sorpresa”. Bene è arrivato il momento di scoprire di cosa si tratta. Sappiate solo che giungerete in questo luogo ricco d’incanto, salendo a bordo di un’imbarcazione che vi condurrà attraverso un laghetto sotterraneo.

Ed ecco che inizia il nostro viaggio nella terra alla scoperta delle Grotte di Pertosa.

Le Grotte di Pertosa-Auletta, situate nel Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, offrono un’esperienza unica e suggestiva.Sono le uniche grotte in Europa dove è possibile navigare un fiume sotterraneo, per raggiungere l’ingresso principale.

Come dicevamo, il percorso inizia a bordo di una piccola imbarcazione, illuminata solo dalle luci artificiali che svelano pian piano le meraviglie della roccia. Dopo un breve tratto in barca, l’esplorazione prosegue a piedi, attraversando gallerie e saloni impreziositi da stalattiti e stalagmiti dalle forme più bizzarre, che hanno ispirato nomi evocativi come la “Sala del Paradiso” e la “Grande Cascata”.

Queste grotte non sono solo un’attrazione naturale, ma anche un importante sito archeologico. All’interno sono state scoperte tracce di insediamenti preistorici risalenti all’età del Bronzo e del Neolitico, testimonianza del fatto che questi luoghi sono stati abitati per millenni.

 

La mozzarella di Bufala campana

Dopo tanto esplorare vi sarà certamente venuto un certo languore. Come non assaggiare allora la buonissima mozzarella di Bufala Campana?

In molti conoscono sicuramente la sua bontà, ma non tutti conoscono le sue origini.

 

Le origini della mozzarella di bufala campana

Una delle ipotesi più accreditate, sostiene che la diffusione della bufala in Italia meridionale sia avvenuta in epoca Normanna. I bufali provenivano dalla Sicilia, dove erano giunti alla fine del X secolo, a seguito delle invasioni dei Saraceni e dei Mori.

Intorno all’XI secolo si completa l’impaludamento delle pianure costiere del basso versante tirrenico. Si crea così l’ambiente più adatto all’allevamento della bufala.

I primi documenti storici che, invece, testimoniano la produzione di Mozzarella di Bufala Campana risalgono al XII secolo. Secondo alcuni manoscritti, i Monaci del monastero di San Lorenzo in Capua erano soliti offrire un formaggio denominato mozza o provatura (quando affumicato), accompagnato da un pezzo di pane, ai pellegrini componenti del Capitolo Metropolitano, che si recavano ogni anno in processione fino alla chiesa del Convento.

È nel XIV sec che la commercializzazione del formaggio di bufala prende davvero piede nei ricchi mercati napoletano e salernitano.

Nel XV secolo nascono le prime “bufalare”. Si tratta di caratteristiche costruzioni in muratura dalla forma circolare, dotate di un camino centrale.

Se prima la mozzarella di bufala era prodotta negli stessi locali in cui avveniva la mungitura, con l’avvento delle bufalare si separa il processo di produzione da quello di trasformazione latte di bufala fresco. A questi ambienti dedicati e più igienici, gli animali non hanno accesso. La Mozzarella di Bufala Campana diventa un prodotto di largo consumo nel 1700.

Questo processo è accelerato dai Borbone, che realizzano nella Reggia di Carditello, in provincia di Caserta, un importante allevamento di bufale e un annesso caseificio sperimentale per la trasformazione del latte di bufala fresco.

Un viaggio nel passato davvero interessante, che ha fatto sicuramente luce su quelle che sono le origini di uno dei prodotti d’eccellenza del territorio, dal quale però facciamo ritorno.

 

Termina così il nostro viaggio in Cilento, un viaggio successivo alla scoperta delle tappe più suggestive di questa regione, fatta di luoghi meravigliosi ed autentici, fatta di calore umano, di sole di mare e di maestria.

Castellabbate, Agropoli, Vietri, Paestum, tutte diverse ma accomunate tutte da tanta bellezza e tanta storia.

E voi, siete mai stati in Cilento?

Come sempre fatecelo sapere nei commenti.

 

 

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