Castelmezzano e Pietrapertosa: i luoghi simbolo da non perdere!

Castelmezzano e Pietrapertosa: i borghi incastonati tra le Dolomiti Lucane

Castelmezzano e Pietrapertosa

Castelmezzano e Pietrapertosa: i borghi incastonati tra le Dolomiti Lucane

Lassù, nel cuore della Basilicata, incastonati come due gemme preziose tra le meravigliose dolomite lucane, posti uno difronte all’altro, vi sono due piccoli borghi dove il tempo sembra essersi fermato.

Da secoli si scrutano l’un l’altro, si osservano e si ammirano al tempo stesso ed attendono invano che l’altro faccia il primo passo. Ma il tempo passa e loro sono sempre lì, senza mai dirsi nulla, senza mai incontrarsi.

Castelmezzano e Pietrapertosa

Stiamo parlando di Castelmezzano e Pietrapertosa, due comuni in provincia di Potenza, situati a circa 1000 metri sul livello del mare, tra scorci e panorami che tolgono il fiato. Questi due borghi lucani, non potevano non far parte del circuito dei Borghi più belli d’Italia, proprio per via della particolarità della loro ubicazione, completamente a ridosso di un monte.

Come aquile, schive e solitarie se ne stanno in alto, come sospesi tra rocce e cielo.

Castelmezzano e Pietrapertosa sono dunque le destinazioni ideali per trascorrere delle vacanze a settembre all’insegna della pace più assoluta.

In questi due borghi dell’entroterra lucana, tutto si muove lento, non a caso si tengono a dedita distanza dal turismo di massa. Sono autentici, semplici ed incontaminati.

Anche Castelmezzano e Pietrapertosa, come in tanti altri luoghi della Basilicata, sono restii a qualunque forma di progresso.

Qualche tempo fa vi abbiamo portati alla scoperta dei borghi più affascinanti della costa ionica, ma chi visita la Basilicata, non può non visitare anche Castelmezzano e Pietrapertosa.

Ci sembrava così doveroso portarvi alla scoperta di questi due gioiellini della regione. Cosa ne dite allora care e cari Happy Agers, di partire con noi per questo emozionante viaggio nel profondo sud della Lucania.

Pietrapertosa

Iniziamo il nostro tour dalla bella Pietrapertosa. Pietrapertosa è il comune della regione situato più in alto, a circa 1100 metri di altitudine. Il suo nome deriva da “Pietraperciata”, ovvero, pietra forata, proprio per via di un foro o di un avvallamento presente nella montagna, visibile osservando il borgo dall’alto.

Ma vediamo di scoprirne qualcosa in più circa la sua storia

Pietrapertosa, la storia

Pietrapertosa fu fondata nel VIII secolo a.C. per mano di alcuni abitanti indigeni residenti nella regione. Tuttavia nel corso dei millenni, a Pietrapertosa si sono succeduti diversi popoli, a partire dai Greci, passando per i Goti,i Longobardi, fino ai Saraceni. Ed è proprio grazie a Longobardi e Saraceni che possiamo ammirare ancora oggi molte delle costruzioni più importanti del borgo.

Ne sono un esempio il Castello Normanno-Svevo situato nella parte più alta della cittadina, nella Valle del Basento ed il nucleo urbano arabata costruito attorno alla fortezza.

Pietrapertosa nasce infatti come fortezza saracena, costruita sulla roccia per volere del Principe Bomar, per essere al sicuro da eventuali attacchi nemici.

Il castello è infatti giunto sino ai giorni nostri in buono stato. Ancora oggi è possibile ammirarne le mura, la torre, le celle dei prigionieri e le cisterne per la raccolta dell’acqua.

 

Pietrapertosa cosa vedere

Ed eccoci qui, al cospetto di questo bellissimo borgo arroccato, un piccolo labirinto di viuzze, vicoli, piccole casette con tetti spioventi e meravigliose vedute sull’immensità del cielo e delle montagne.

Avrete sicuramente già intuito che per raggiungere il paese dovrete affrontare ripidissime salite. Ma voi siete in forma e quindi siamo sicuri che saprete arrivare fino in fondo al vostro obiettivo.

Come sempre ci raccomandiamo, non desistete perché ne verrà la pena.
Anche se questo piccolo borgo lucano conta poco più di 900 anime, a Pietrapertosa, oltre al castello vi sono molti luoghi d’interesse. Oltre infatti a passeggiare tra i vicoli di questo borgo dal fascino antico, Pietrapertosa offre la possibilità di percorrere diversi sentieri delle Dolomiti Lucane, lungo i quali si incontrano diverse cappelle, chiesette e strutture religiose tra cui il convento di San Francesco D’Assisi, fondato nel 1474 per volontà di Papa Sisto IV.

 

La Meridiana di Pietrapertosa

Tra le altre cose da vedere a Pietrapertosa vi sono ad esempio la “Meridiana di Pietrapertosa” ovvero, un orologio Solare situato al centro del paese, in Piazza Plebiscito. Sul quadrante frontale è raffigurato in forma stilizzata un vecchio scorcio del panorama che si poteva osservare un tempo da Pietrapertosa, un caratteristico picco roccioso detto il “Becco della Civetta”, purtroppo distrutta in seguito a un intervento di messa in sicurezza, all’inizio degli anni sessanta.

Le scalelle

La nostra prossima tappa sono le “scalelle”, senza alcun dubbio, il simbolo più rappresentativo di Pietrapertosa. Queste scalelle ci fanno infatti percepire la perfetta fusione che c’è tra gli abitanti del posto e la montagna. Queste gradinate sono state infatti scavate nella roccia senza deturpare il paesaggio e nel pieno rispetto della montagna, una dimostrazione di amore incondizionato che questi abitanti hanno per la loro terra.

 

L’arabata

Come vi abbiamo accennato sopra, è arrivato ai giorni nostri anche “l’arabata”, ovvero, il centro abitato di origine medievale situato alle pendici del Castello.
Il nome, come facilmente intuibile, risale agli antichi dominatori arabi, al comando dei quali vi era Re Bomar. Gli arabi si insediarono a Pietrapertosa nell’ 838, facendone il loro fortilizio.

In questo quartiere vennero costruite delle piccole abitazioni simili a delle fortezze disposte dall’alto verso il basso, seguendo l’andamento della montagna e del terreno. Molte delle case che ancora oggi possiamo vedere sono infatti costruite a ridosso della montagna.

Le case erano molto semplici, a pianta rettangolare, con solo due aperture nei lati più corti. Da un lato vi era una porticina bassa e stretta, mentre, dall’altra facciata vi era una porta che immetteva nell’Ostello, dalla quale si poteva fuggire in caso di attacchi.

Molto caratteristica è l’apertura ricavata nel tetto, la quale fungeva sia da camino e sia da lucernario. Non essendoci finestre, questo foro rappresentava l’unico punto dal quale in casa passava la luce del sole.

Dunque è inevitabile chiedersi come si poteva vivere senza luce e senza corrente.

 

Ma le cose da vedere a Pietrapertosa non sono di certo finite qui. Merita una visita anche la Chiesa di San Giacomo Maggiore, Via Garibaldi, dalla quale si può riconoscere l’antico “cardo” romano, o ancora, il punto panoramico dal quale scattare foto.

Ma ora è giunto il momento di dirigerci sulla cima del versante opposto, ovvero a Castelmezzano.

Il percorso delle 7 pietre

Prima di lasciare Pietrapertosa, dovete sapere, soprattutto per chi ama camminare e fare trekking, che vi sono diversi sentieri immersi tra la natura più incontaminata, tra le rocce e la bellezza delle dolomiti lucane.
Ad esempio, se desiderate raggiungere Castelmezzano, potrete provare il “cammino delle sette pietre“, ovvero, un antico sentiero contadino lungo circa 2 km, che collega appunto Pietrapertosa a Castelmezzano.

Si tratta di un progetto che ha tratto ispirazione dai racconti e dall’immaginario collettivo del testo “Vito ballava con le streghe” del giornalista e scrittore Mimmo Sammartino, responsabile della Redazione di Potenza de «La Gazzetta del Mezzogiorno».

Non ci resta dunque, che imboccare il cammino per dirigerci a Castelmezzano.

 

Castelmezzano

Dopo tanto camminare, eccoci giunti finalmente a Castelmezzano, nel cuore delle Dolomiti Lucane. Vedrete, non potrete fare a meno di innamorarvi di questo bellissimo borgo. Basta uno sguardo ed ecco che resta impresso nel cuore e negli occhi. Non farete fatica a capirne il motivo.

Pennellate qua e la di fiori colorati, casette ordinate aggrappate alla roccia, il il cinguettio degli uccelli, il dolce chiacchierio di sottofondo di qualche vecchietto del paese, il profumo del sugo appena pronto, gli scorci panoramici, le vie strette, i giochi di luce sulle rocce. Cos’altro ancora?

Dovrebbe già bastare eppure vi è tanto da vedere in questo borgo di appena 700 anime.

Di giorno i raggi del sole illuminano il borgo esaltandone la sua bellezza, mentre, alla sera invece, quando il sole volge ad ovest, ecco che si accendono tante lucine che illuminano il paese come fosse un presepe.

La storia di Castelmezzano

Partendo dal suo nome, pare che Castelmezzano derivi da “Castrum Medianum” ovvero, castello di mezzo. Il castello e la cittadina di Castelmezzano si trovano infatti , tra i paesi di Pietrapertosa e di Brindisi di Montagna.

Per quanto riguarda le sue origini, pare che siano riconducibili tra il VI ed il V secolo a.C., periodo in cui alcuni coloni Greci trovarono dimora nella Valle del Basento, dove costruirono un centro abitato chiamato Maudoro, cioè mondo d’oro. Qualche secolo più tardi la popolazione dovette purtroppo abbandonare la valle a causa dell’invasione dei saraceni.

Furono così costretti a trovare una nuova dimora.

La leggenda di Paolino

Una leggenda narra che sia stato un pastore di nome Paolino a fondare Castelmezzano. Pare che Paolino, durante l’esodo, scoprì in alto sui pascoli tra le cime delle dolomiti un luogo segreto protetto dalle rocce, ricco di sorgenti d’acqua. Senza alcun dubbio, un luogo adatto per respingere gli invasori. Paolino vi si trasferì così con il suo gregge ed altri abitanti di Maudoro fecero lo stesso.

Fu così che nel X secolo dopo Cristo, sorse il nuovo nucleo abitato del paese.

Più tardi a Castelmezzano, tra il XI ed il XIII secolo d.C., si insediarono i Normanni e vi costruirono il castello. Come detto prima, fu proprio il castello che diede il nome alla cittadina di Castelmezzano. Con i Normanni, Castelmezzano visse un periodo di pace e di sviluppo. Nei secoli avvenire però il borgo conobbe periodi di forte decadenza che portarono la popolazione alla fine del XIX a migrare per trasferirsi oltreoceano.

 

Cosa veder a Castelmezzano

Ma iniziamo il nostro tour tra le cose da vedere a Castelmezzano.

Le rovine del Castello Svevo

Il nostro viaggio alla scoperta di questo borgo lucano, non può che partire dalle rovine del Castello Svevo.
Ancora oggi è ben visibile una stretta e ripida gradinata scavata nella roccia. La gradinata conduceva sino al punto più alto del castello, dove si poteva osservare tutta la vallata ed anche l’arrivo dei nemici.
Ci raccomandiamo, non dimenticate le vostre scarpette da tennis, vi torneranno molto utili assieme ad un bel cappello ed una bottiglia d’acqua, per affrontare la gradinata.

 

Il centro storico

Tra le cose da vedere a Castelmezzano vi è sicuramente il suo centro storico, un dedalo di viuzze e vicoli, ma anche di molti palazzi nobiliari di grande prestigio, come Palazzo Coir, Palazzo Ducale, Palazzo dei Parrella, Palazzo Campagna e Palazzo Trivigno. Nel centro storico vi imbatterete inoltre in piccole casette dai tetti spioventi, chiesette, piazzette, botteghe, ristorantini e dei panorami sulle dolomiti da non credere.

Ponte Nepalese

Se siete a Castelmezzano non potete perdervi assolutamente una passeggiata sul ponte Nepalese, un ponte di 72 metri posto a 35 metri d’altezza che collega i due punti di partenza delle vie Ferrate Salemm (Castelmezzano) e Marcirosa (Pietrapertosa).

Una delle esperienze più adrenaliniche che la Basilicata ha in serbo per i suoi visitatori.
Ma non l’unica.

 

La Chiesa di Santa Maria dell’Olmo

Altra tappa del nostro tour a Castelmezzano è la Chiesa Madre di Santa Maria dell’Olmo, situata in piazza Caizzo un tempo nota come piazza dell’Olmo. Non si hanno notizie certe riguardo le sue origini, anche se si presuppone che risalga al XIII secolo.

Nel corso del tempo ha subito diversi interventi. Fino alla metà del 1800 infatti, era composta da una sola navata con quattro piccole cappelle laterali.

Non si possono non notare l’architrave decorata con fiori, animali come i leoni e le aquile a due teste

All’interno della chiesa vi è una pala lignea in stile Barocco, di grande prestigio detta della Madonna della Stella, situata all’entrata. Altre opere interessanti sono: la statua lignea di Santa Maria dell’Olmo, l’altare di San Rocco e le tre pale d’altare del XVII secolo.

 

Castelmezzano e Pietrapertosa sono davvero due luoghi unici al mondo che convivono in modo armonico con il paesaggio circostante, con le loro vette dalle forme più strane e bizzarre alle quali la gente locale ha assegnato dei nomi come: Aquila reale, Grande Madre, Civetta, Incudine e Bocca del Leone.

La natura regna sovrana, i tramonti sono sfavillanti e la vista sulle dolomiti non ha eguali.

Il volo dell’angelo

Ma qui questi due borghi lontani l’uno speculare all’altro sono legati dal filo sottile del volo dell’angelo. Non è un modo di dire, non è il nome fantasioso di una leggenda o di una fiaba, non è una figura immaginaria creata dall’immaginazione di qualcuno. Niente di tutto questo. Il volo dell’angelo è un volo vero e proprio nel bellissimo cielo della Lucania.

Un’altra delle esperienze più adrenaliniche che potete fare in Basilicata da soli o in coppia, da un capo all’altro di Castelmezzano e Pietrapertosa.
Ed allora cosa aspettate, siete pronti per toccare il cielo con un dito?

 

 

 

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