Bosa Sardegna: cosa vedere nel borgo in collina dalle case dei mille colori

Bosa, il borgo dalle case dei mille colori nella Sardegna occidentale

Bosa Sardegna

Bosa, il borgo dalle case dei mille colori nella Sardegna occidentale

Quante volte siamo già stati in Sardegna, per parlarvi magari delle sue spiagge paradisiache, del suo mare cristallino, della sua sabbia bianca e di alcune delle sue città più caratteristiche, come ad esempio Alghero, soprannominata la “piccola barcellona”.

Beh! Dovete sapere, che a solo un’ora da Alghero si trova uno dei borghi più particolari di questa meravigliosa isola e non solo! Stiamo parlando di Bosa, conosciuto come il borgo dalle case color pastello.

Siete pronti dunque, care e cari Happy Agers a fare tour tra le vie colorate di Bosa? Bene, ed allora iniziamo subito il nostro viaggio insieme!

Dove si trova Bosa

Costeggiando la parte occidentale della Sardegna, lungo le rive del fiume Temo, è impossibile non scorgere Bosa, un fantastico borgo in collina di circa 7000 abitanti in provincia di Oristano, per altro, unica città fluviale della Sardegna.

Bosa in Sardegna, con le sue piccole casette colorate in lontananza, sembra sorgere dalla montagna pronta per dipingere l’intero paesaggio.

Una tavolozza arcobaleno dove all’appello non manca alcun colore e sfumatura: bianco, azzurro, verde, blu, arancio, rosa, pesco, giallino e tanti altri ancora.

Prima di avventurarci tra le vie del borgo, vogliamo svelarvi qualcosa circa le origini di Bosa.

Le origini di Bosa in Sardegna

Le origini di Bosa in Sardegna sono davvero molto antiche. Questo piccolo ed affascinante borgo sardo, come testimoniano il ritrovamento di alcune grotte funerarie, pare che fosse già abitato in epoca preistorica e protostorica. Non solo.

Grazie al ritrovamento delle domus de janas, ovvero, strutture sepolcrali preistoriche scavate nella roccia, tipiche dell’isola, si può con certezza risalire alle radici di Bosa.

Quello di Bosa è un territorio che ha visto il succedersi di diversi popoli ed etnie: dai Fenici che l’hanno fondata, passando al popolo dei Punici, provenienti da Cartagine, fino ad arrivare al dominio dei Romani.

Senza parlare poi di tutte le contaminazioni che ne derivano dalle varie vicende storiche che hanno coinvolto la Sardegna.

L’isola è stata infatti per secoli sotto la dominazione aragonese, spagnola, austriaca e sardo-piemontese.

Dopo aver aperto questa breve parentesi che ci aiuta a collocare storicamente il borgo di Bosa, vediamo ora cosa vedere.

Cosa vedere a Bosa

La scoperta di Bosa inizia ancor prima di addentrarsi tra le vie del suo centro storico. Le sue case dai mille colori, regalano già in lontananza il primo vero spettacolo.

Lo scorcio migliore lo si può cogliere percorrendo la strada che collega Macomer con il borghetto di Cuglieri.

Da questo punto, vedrete le case colorate che si specchiano nel fiume Temo, unico corso d’acqua navigabile dell’isola.

Il Ponte Vecchio

Un’altra cosa da vedere a Bosa, nonché altro punto strategico per fare delle bellissime foto, è il Ponte Vecchio o “Pont’ezzu” in sardo. Questo ponte, costruito nel lontano 1871, per sostituire la vecchia struttura in legno, collega il centro di Bosa con la zona più a sud del borgo, dove potete visitare l’antico quartiere delle concerie chiamato “Sas Conzas”.

Dovete infatti sapere che un tempo, il borgo di Bosa in Sardegna era noto proprio per la produzione del cuoio esportato in tutta Europa, attività che si è protratta fino al secondo dopoguerra.

Il quartiere Sas Conzas

Il quartiere Sas Conzas si trova precisamente sulla sponda sinistra del fiume Temo, ai piedi della collina di Serravalle, dominato da un antico castello che scopriremo più avanti. Il quartiere con i suoi grandi fabbricati, rappresenta uno straordinario esempio di archeologia industriale.

Non a caso, nel 1989 è stato dichiarato dal Ministero dei Beni Culturali, Monumento Nazionale.

Concattedrale dell’Immacolata Concezione

Lasciato il quartiere delle concerie, proseguiamo pure il nostro tour alla scoperta di Bosa. Sulla sponda opposta ed adiacente del Temo, non potrete non notare l’imponete concattedrale dell’Immacolata Concezione, nonché, il duomo di Bosa. Con molta probabilità la cattedrale risale al medioevo, ma il suo aspetto attuale ci mostra in realtà uno stile ottocentesco. Questo perché l’edificio nel corso dei secoli ha subito numerosi e travagliati interventi strutturali.

La struttura attuale così come la vediamo oggi è caratterizzato all’esterno da due cupole coperte di maioliche colorate, mentre il suo campanile, realizzato completamente in trachite rossa, appare tozzo, questo perché non è mai stato completato.

Su di esso vi è scolpita la data “1683”, quasi come a voler testimoniare una fase costruttiva della quale però non vi sono ulteriori indizi che possano raccontarci qualcosa di più preciso.

Gli interni della cattedrale

Ci spostiamo ora all’interno della struttura per stupirvi piacevolmente. La cattedrale è caratterizzata da una pianta a navata unica con copertura a botte, divisa a sua volta in campate e alla quale sono addossate quattro cappelle per lato.

Se vi voltate sulla destra, la prima cappella chiamata ‘cappellone del Sacro Cuore’, vi sembrerà una chiesa a sé stante. Il cappellone è ornato da altari laterali e il suo presbiterio è rialzato e cupolato.

Appare rialzato anche il presbiterio principale, al quale è possibile accedere attraverso una scalinata custodita ai piedi da due leoni marmorei. Infine, l’altare è sovrastato da una cupola innestata su un tamburo ottagonale.

Sull’altare principale notiamo invece le statue dei santi patroni di Bosa, Emilio e Priamo. Tuttavia, ad animare e rendere suggestivo questo luogo sono senza alcun dubbio i molteplici dipinti che sovrastano le pareti del santuario.

Le pitture realizzate tra il 1877 ed il 78, ritraggono il Paradiso dantesco dell’artista parmense Emilio Scherer.

Centro storico di Bosa

Dalla cattedrale ci addentriamo nel centro storico di Bosa con le sue caratteristiche stradine fatte di ciottoli, porticati e facciate colorate di ogni tonalità. Ci affacciamo poi sul corso principale di Bosa, ovvero, Corso Vittorio Emanuele II, dove troverete punti di ristoro, bar e vari negozietti molto fashion.

Il Castello Malaspina di Bosa

È ora arrivato il momento di svelarvi la ciliegina sulla torta. Non ve ne abbiamo ancora parlato, ma è sicuramente la prima cosa che noterete in lontananza assieme alle casette colorate di Bosa.

Qui, infatti, a dominare il paesaggio e l’intero borgo vi il Castello Malaspina di Bosa.
Questo antico castello costruito nel 1122 dalla famiglia toscana dei Malaspina, come una divinità, svetta dalla cima del colle di Serravalle.

Per arrivare al castello, dovrete ancora una volta fare capo a tutto il fiato che avete e senza alcun dubbio, alle vostre alleate scarpette da tennis. Questo perché dovrete percorrere una salita piuttosto ripida.
Una volta giunti in cima, vedrete che sarete ripagati da ogni sforzo. Lo spettacolo sulla vallata e sul mare è indescrivibile.

Anche gli interni regalano stupore, in particolare, la chiesa di Nostra Signora de sos Regnos Altos, un piccolo tempio impreziosito da una serie di affreschi, realizzati tra il XIV e il XV secolo da una scuola spagnola.

Le chiese di Bosa in Sardegna

Prima di concludere il nostro viaggio alla scoperta del borgo arcobaleno, vogliamo citarvi ancora altre tre cose da vedere a Bosa:

  • la chiesetta campestre di San Giorgio dell’XI secolo;
  • la chiesa di San Bacchisio, dedicata a Cosma e Damiano dopo le pestilenze del XV e del XVI secolo;
  • la chiesetta di Sant’Eligio, innalzata sui ruderi di un nuraghe, come molte chiese paleocristiane e del primo Medioevo.

Bosa quanto dista dal mare

Bosa in Sardegna non è solo un bellissimo quadro architettonico fatto di monumenti e case colorate, in realtà rappresenta anche un sito di grande interesse naturalistico. Infatti, nell’entroterra più recondito a nord della foce del fiume Temo, vi sono numerose specie di animali protette, come le colonie di grifone, da poter ammirare magari facendo una gita a vela o in battello sul fiume.

Se tra voi ci sono degli appassionati di snorkeling ecco che siete nel posto giusto.
I suoi fondali sono davvero paradisiaci, caratterizzati da coralli e aragoste.

Altri luoghi rinomati per praticare trekking e birdwatching, sono il parco biomarino di capo Marrargiu e la riserva naturale di Badde Aggiosu e Monte Mannu.

Bosa Sardegna Marina

A soli 2 km da Bosa si trova la frazione di Bosa Marina, famosa per le sue spiagge di sabbia bianca ed incontaminata e per il suo mare limpido ed azzurro.
Una tavolozza di emozioni uniche è quello che il Borgo di Bosa è in grado di suscitare.

Un mantello fatto di casette colorate che sfumano dolcemente nel blu del Temo fino a dileguarsi nel limpide acque del mare limitrofo.

In questo nostro viaggio ne abbiamo visto davvero di tutti i colori!
E voi, quanti colori avete contato? Fatecelo sapere nei commenti.

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